Al giorno d’oggi la scoperta di nuovi talenti è diventata quasi un’ossessione. Mille osservatori alla ricerca di un bambino che possa dare una svolta alla propria carriera, squadre che tesserano mille ragazzi con la speranza che fra questi ci sia il nuovo fenomeno di turno, genitori che spostano continuamente i propri ragazzi alla ricerca del santo graal consigliati da persone sbagliate con l’unico scopo di creare false aspettative e false illusioni .

Dare a tutti la possibilità di dire la propria senza una vera istruzione o titolo ha portato al decadimento della figura professionale in molti settori tecnici.

Con questi presupposti “apocalittici” persone che cercano di guardare alla “naturale e fisiologica” crescita del bambino sembrano fuori luogo.

Il “tutto e subito”, il bruciare le tappe e saltare passaggi fondamentali per la crescita del ragazzo, sono i primi presupposti richiesti oggi. Non importa se così facendo a rimetterci siano la passione ed il divertimento.

Il lavoro invece va programmato con metodologia che asseconda al meglio il periodo evolutivo del bambino. Non bisogna specializzare il lavoro fin tanto che si è bambini perché questo porta nella stragrande maggioranza all’abbandono della pratica sportiva.

Gli errori dal mio punto di vista sono molteplici e qui sotto ne ho elencati alcuni  in base alla mia esperienza personale:

  • Periodo evolutivo

Come faccio a migliorare il mio portiere (es. anno 2008) su questo aspetto tecnico? Non si deve parlare di aspetti tecnici con i bambini, ma si deve lavorare in modo polisportivo (SMB, COORDINAZIONE) dobbiamo far innamorare i bambini al movimento, allo sport, questo è il presupposto nelle fasce di età più piccole.

  • Pressione

Si richiede ai bambini/ragazzi nelle categorie piccoli amici, pulcini, esordienti giovanissimi, allievi di vincere, aumentando soprattutto nei più piccoli i carichi di pressione difficili da gestire, creando così i presupposti per l’abbandono.

  • Metodologia

Programmare il lavoro per la crescita dei bambini/ragazzi senza guardare al risultato ma alla PRESTAZIONE.

  • Genitori

Divieto assoluto di assistere a partite e allenamenti.

  • Mister

Prima di tesserare un Mister in qualsiasi settore giovanile/scuola calcio, anche se provvisto di patentino FIGC andrebbero effettuate delle prove di idoneità presiedute da personale qualificato, che ne confermi o meno i requisiti.

  • Società

Qui rientra tutto quello sopra citato, quindi sono da attribuirsi a loro tutte le responsabilità per la scelta dello staff lavorativo.

Nelle varie dichiarazioni fatte da ogni responsabile o direttore sportivo si esordisce sempre dichiarando che il fine ultimo rimane sempre la crescita del ragazzo tramite un programma a lungo termine attraverso i vari settori giovanili.

La realtà mi dispiace dirlo ma si discosta e non di poco dalle stesse dichiarazioni.

Come posso io permettere la crescita di un ragazzo se il fine ultimo rimane sempre quello di abbattere i costi societari con l’eliminazione di figure professionistiche necessarie per la crescita degli stessi?

Seguo una società dilettantistica nella categoria giovanissimi allievi, su cinque squadre incontrate solo una aveva l’allenatore dei portieri. Nel riscaldamento pre-gara, si era già fortunati se si poteva effettuare il riscaldamento con il secondo. Questo è il quadro catastrofico oggi, poche strutture, poche società con capacità imprenditoriali, poche figure professionali.

In questo quadro generale se non si effettuerà un’inversione di tendenza ,il nostro calcio rimarrà indietro rispetto a quello che oggi propone il panorama europeo.

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