In particolari circostanze si usa dire “devi usare testa e cuore”, se veramente vuoi ottenere il massimo da te stesso.

Sarà poi vero quanto si afferma e soprattutto causerà l’effetto desiderato a livello psichico e organico?

Si dice testa per sottolineare l’uso del cervello che è l’organo principale del sistema nervoso. Il cervello è ancora oggi ricco di misteri, soprattutto per la sua notevole complessità. Una vera e propria centrale di comando dove tutti gli stimoli percepiti esogeni ed endogeni, arrivano per poi essere smistati, archiviati o eliminati, in modo efficace e tempestivo. Solo i programmi precodificati già in possesso dalla nascita nel DNA (detti riflessi) seguono un percorso differente.

Il cuore è un organo a prevalente composizione muscolare, il cui compito consiste nel fornire la propulsione al sistema circolatorio. Grazie alla sua azione di pompa aspirante-premente, il sangue viene spinto nei polmoni e ossigenato, per poi tornare al cuore e quindi fluire attraverso l’intero organismo, trasportando l’ossigeno indispensabile alla vita.

In breve dicendo queste parole stiamo sottolineando al portiere che il momento che sta vivendo è di fondamentale importanza per la sua crescita e per quella della squadra, e deve metterci tutto quello che ha a livello organico (cuore) ed essere lucido, concentrato e reattivo per tutti i 90 minuti (testa).

L’allenamento non porta al solo miglioramento della prestazione fisica,  anche a livello neuronale si acquisiranno migliorie su svariati processi quali la memoria motoria ( o cinestetica), memoria emotiva, memoria interocettiva, memoria logica. Sensazioni che si associano alle esperienze che il portiere ha nel suo percorso e vengono conservate in specifiche porzioni dell’encefalo.

L’esperienza in passato si pensava venisse conservata in un’unica sezione cerebrale (come in un cassetto) e che all’occorrenza lo stesso si aprisse per fornire una soluzione al problema. Gli studi hanno dimostrato che un evento può essere ricordato a distanza di tempo e suddiviso ed immagazzinato in base ad una selezione interna. Una sensazione si può rivivere attraverso un profumo che andrà ad attivare in noi tutte le sensazioni ad esso correlato e fino a quel momento dimenticate.

..Mi capita spesso quando compro un paio di guanti nuovi di odorarli e quel profumo rievoca in me un passato assopito silente che mi lascia piacevolmente colpito, stupito di come un ricordo cosi lontano possa essere rivissuto attraverso un piccolo gesto…

La memoria emotiva non necessita di ripetizioni e può essere persistente se lo stimolo è ad alta intensità, (l’esempio del guanto).

Oltre ad acquisire una memoria motoria, attraverso stimoli emotivi il portiere accresce la sua memoria attraverso l’apprendimento percettivo, che permette di riconoscere stimoli già sperimentati in precedenza (persone, oggetti, e situazioni) e fa si che le capacità acquisite migliorino con la pratica. Nell’apprendimento percettivo non sono necessari due stimoli, ma servono due engrammi (frammento di memoria), quello archiviato nella memoria e quello che riceviamo dai sensi. Il riconoscimento si verifica quando i due schemi si confrontano. La memoria percettiva aggiunge complessità al ricordo. Per esempio, un semaforo rosso è qualcosa di più di una luce di quel colore.

…esempio pratico, in una situazione di gioco il portiere vede calciare l’attaccante, in quell’istante riconosce un frame che attiva la memoria motoria  o memoria cinestetica, per costruire un gesto tecnico associato a ciò che il portiere sta percependo  e al contempo si attivano i sensi che forniscono ulteriori e più complesse informazioni e soluzioni al nostro cervello.

Gli elementi della memoria percettiva sono archiviati nelle diverse parti della memoria.

Quando alleniamo nel periodo evolutivo dobbiamo tener ben presente quanto finora descritto.

Per semplicità ho suddiviso in tre aree di interesse la memoria.

Memoria Motoria

Tutti i movimenti che il portiere esegue in allenamento e che immagazzina attraverso la ripetitività fino a far divenire quel gesto un azione consapevole.

Memoria sensoriale

Tutto quello che il portiere avverte in correlazione alla memoria motoria, aumentando i dati in suo possesso per rispondere nel miglior modo possibile.

Memoria emotiva

Il portiere associa agli eventi a uno stato d’animo che vive in quel momento, in base alla percezione ricevuta può aumentare l’autostima, o aumentare la sfiducia.

STIMOLO ALLENANTE NEL PERIODO EVOLUTIVO

L’allenamento verrà strutturato al fine di stimolare tutti i processi fin qui descritti. È giusto ampliare il bagaglio motorio con la ripetitività (MEMORIA MOTORIA) , ma sarebbe utile inserire sempre dopo un lavoro segmentato analitico, tutte le incognite che rievocano la situazione reale (SENSAZIONI MOTORIE).

Il ruolo determinante e fondamentale sarà quello del Mister che dovrà rafforzare o incitare il piccolo portiere al fine di accrescere la sua autostima, (MEMORIA EMOTIVA) fondamentale per il ruolo. Avere un portiere che percepisce la situazione che si evolve come negativa, comprometterà la crescita stessa portandolo quasi sicuramente all’abbandono della pratica sportiva.

In uno sport dove il piccolo portiere è considerato già un adulto, nonostante i processi di crescita siano ancora in fase sviluppo, il nostro compito è quello di dargli certezze ancor prima che arrivi in campo, certezze che si consolidano nel quotidiano, e non solo attraverso l’allenamento specifico. Come detto il cervello ha bisogno di tutto il contesto per formulare una risposta adeguata, e dopo che il processo di crescita sarà ultimato e tutte le esperienze neuronali saranno state stimolate, solo cosi il portiere avrà acquisito esperienza, e solo in questo caso al portiere evoluto basterà un micro frame per risolvere il problema in meno di un secondo, arrivando ad anticipare la situazione stessa, a “predire ancor prima che succeda”

bibliografia:

National Geographic “la memoria”

wikipedia

Leave a Comment