La preparazione precampionato è il periodo dove poter far tutto e dove lavorare il più possibile per dare al portiere la giusta “benzina” per tutto il campionato.

Ovviamente perchè possa perdurare per un campionato intero il lavoro fatto nella preparazione estiva deve essere ripetuto con la dovuta programmazione durante l’anno, curando i carichi, l’intensità, i volumi, la densità, i metodi e i mezzi. La preparazione deve essere vista come la giusta base di partenza che dovrà poi integrare con il lavoro dell’intera stagione, dovrà anche concatenarsi con gli innumerevoli impegni programmati già dalle prime settimane di ritiro.

In passato si poteva disporre di più tempo per programmare un lavoro più “minuzioso”. L’intero staff si trova oggi invece a dover lavorare e ottimizzare il poco tempo a disposizione.

I portieri ricevono un programma di mantenimento estivo, cosi da mantenere un livello di efficacia psicofisico accettabile.

I primi giorni di ritiro sono dedicati alle presentazioni: l’allenatore dei portieri fa la conoscenza dei nuovi portieri valutando il percorso fatto nella stagione passata. Si compilerà una scheda per ognuno, dove verranno riportati i dati antropometrici e si lasceranno degli spazi riservati agli aspetti primari del ruolo. Le schede saranno durante l’anno un’ottima fonte di continue analisi per verificare i progressi.

La programmazione del lavoro si baserà sull’incremento del livello prestativo suddivisa in fasi progressive:

  • Intensità del lavoro: aumento del carico e dell’intensità fino ad arrivare all’apice a partire dalla quarta settimana per poi diminuire lasciando invariata l’intensità nell’ultima settimana precampionato.
  • Tecnica: andamento quasi costante in tutte le settimane
  • Tattica/Situazionale: nelle prime tre settimane avrà una percentuale più bassa man mano crescente fino all’ultima settimana.
  • Coordinativo: aspetto fondamentale che nella prima settimana trova una percentuale di stimolo maggiore e sarà sempre presente in ogni aspetto.
  • Condizionale: le capacità condizionali avranno un incremento crescente fino alla quarta settimana per poi diminuire nell’ultima settimana.

Ovviamente la progressione dovrà differenziarsi in base ai portieri che si allenano, curando le carenze e lacune che possono evidenziarsi e non andando avanti solo su un programma prestabilito. L’intento è portare il portiere ad essere pronto sotto ogni aspetto, cosi da imprimere fiducia, aumentando l ‘autostima e stimolando la componente psichica fondamentale per il ruolo.

L’utilizzo delle macchine isotoniche personalmente non lo condivido, ma ci sono portieri che ne sentono la necessità, sempre curando l’ipertrofia della componente elastica e non del muscolo. In palestra si curerà la parte superiore dato il maggior tempo a disposizione. Si stimolerà sempre il core, centro stabilizzante e protettivo per la colonna vertebrale, struttura tanto sollecitata nel portiere, e che deve essere rinforzata con il dovuto allenamento, proponendo esercizi di “core- stability” per tutta la stagione competitiva.

Analizziamo adesso la forza nelle sue varie espressioni:

  • Forza veloce
  • Forza esplosiva
  • Forza esplosiva elastico
  • Forza esplosiva elastico-riflessa “stiffness”

L’incremento della forza si ha quando lo stimolo è costante e protratto (ecco perchè nel periodo precampionato viene sviluppata con maggior richiamo). Solitamente nella settimana tipo, sono concessi massimo due giorni al potenziamento della forza, questo perché servono al mantenimento del livello raggiunto in preparazione.

Dopo aver curato questi aspetti nel periodo precampionato, si lavorerà su tutti gli aspetti TECNICO/ATTICI consoni del ruolo.

L’aspetto psichico avrà una parte importante soprattutto nei portieri che non conosciamo. Avremo poco tempo per poter entrare in sintonia e creare un feeling con il ragazzo e far capire che noi siamo li a suo servizio e lavoriamo per aumentare la sua prestazione, senza stravolgere le sue convinzioni, ma interagendo e portarlo attraverso il suo vissuto al nostro obiettivo.

Il lavoro dell’allenatore dei portieri sarà sempre concatenato, consequenziale, svolto sempre in parallelo a quello della squadra e del mister.

Io penso che se si lavora con coscienza, avvalendosi del preparatore atletico e confrontandosi le esigenze del Mister non dovrebbero sorgere mai grandi problemi.

Non bisogna programmare un lavoro con i paraocchi, bisogna avere un quadro preciso e una programmazione che si possa plasmare e modificare in corso d’opera, mantenendo invariato però il nostro obiettivo.

Comments
  • Giovanni Saracino
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    Bentrovato Mr, tutto giusto, anche se spesso bisogna modificare in corso d’opera i programmi x attagliarli alle esigenze del mr della squadra. Buon lavoro

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